Saluto del Presidente

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Anno Rotariano 2019-2020

Presidenza Giovanni Opimitti

Care Amiche e cari Amici,
innanzi tutto Grazie. Grazie a tutti voi che mi avete eletto vostro presidente, e un grazie particolare ai Past President ed ai soci anziani dai quali ho avuto consigli e suggerimenti sempre graditi ed utilissimi. Grazie anche ai componenti della mia squadra che gia’ si sono impegnati moltissimo per preparare al meglio quest’annata che stiamo cominciando.
Quando mi avete eletto, nel ringraziarvi citai la famosa frase che il Manzoni mette in bocca al gran cancelliere Ferrer “Adelante, presto, con juicio”, pronunciata rivolgendosi al suo cocchiere Pedro. Ora, fortunatamente non e’ che noi dobbiamo avanzare in mezzo ad una folla inferocita come la carrozza di Ferrer, ma anche noi, come Rotary, dobbiamo andare avanti per adeguarci ai tempi che cambiano, velocemente, sia pure con giudizio.
Il presidente 2019-20 del Rotary International, Mark Maloney, ha recentemente detto in un’intervista di avere quattro priorita’ per la sua presidenza:
1. Far crescere i club sia in termini di numero dei soci che in termini di numero di club
2. Progettare i Service, gli incontri e gli eventi in modo che siano adatti alle famiglie, in modo da attirare soci piu’ giovani
3. Cambiare la nostra cultura, i nostri atteggiamenti in modo da rendere il Rotary e la leadership del Rotary accessibile ai giovani
4. Concentrarsi di piu’ sulle relazioni tra Rotary e Nazioni Unite.
La quarta priorita’chiaramente rispecchia il tema scelto da Maloney per questa annata rotariana: Rotary Connects the World, Il Rotary Connette il mondo. Nel concentrarsi sulla relazione tra Rotary e Nazioni Unite i singoli club sono coinvolti indirettamente, nel senso che tutti insieme diamo alla leadership internazionale del Rotary l’autorevolezza per poter interfacciarsi ai massimi livelli internazionali.
Ma nelle prime tre priorita’ ogni singolo club e’ decisamente coinvolto in prima persona, e tutte e tre le priorita’ riguardano i giovani. O il Rotary si apre ai giovani o rischia di languire.
Con questo non voglio dire che dobbiamo stravolgere le nostre tradizioni e le nostre consuetudini, pero’ certamente una riflessione si impone.
Intanto dobbiamo dedicare una maggiore attenzione ai nostri rapporti col Rotaract di cui siamo padrini.
Pochi giorni fa ho ricevuto dal presidente della sottocommissione distrettuale per il Rotaract, Carlo Francini Vezzosi, una lettera indirizzata a tutti i presidenti e segretari incoming, con la quale ci si invita esattamente a “rendere il piu’ proficuo possibile il rapporto col nostro Rotaract Club Partner”. Ed offre anche suggerimenti su come percorrere questa strada:
1. Nominare un socio che si occupi dei rapporti coi Giovani (e questo noi l’abbiamo gia’ fatto – infatti abbiamo da tempo una commissione Giovani il cui presidente quest’anno, casualmente, e’ anche il padre del presidente Rotaract, Eleonora Cafferata).
2. Istituire la regola che il presidente Rotaract e’ sempre ospite alle nostre riunioni (quindi Eleonora tu hai un invito permanente…)
3. Lavorare insiema ad un service congiunto (e ci stiamo lavorando…)
4. Ecc.
D’altronde, i Rotaract sono stati oggetto poche settimane fa di importanti riconoscimenti da parte del Consiglio di Legislazione. Tra le sue decisioni più importanti, il Consiglio ha infatti elevato lo status dei club Rotaract. Il cambiamento amplia la definizione dell’affiliazione nel Rotary International includendo anche i Rotaract club, con lo scopo di aumentare il sostegno che i club Rotaract ricevono dal RI e di migliorare la loro capacità di fare service.
Ma coinvolgere sempre di piu’ i giovani non basta. Bisogna anche coinvolgere di piu’ i soci entrati recentemente nel nostro club, indipendentemente dall’eta’ anagrafica.
Questo passa anche da una maggiore attenzione per la formazione rotariana e da un maggiore coinvolgimento nella dirigenza del club.
D’accordo con l’istruttore del Club, Francesco Gandolfo, cercheremo di fornire in maniera il meno barbosa possibile, ma con costanza, elementi di cultura rotariana durante le nostre riunioni. Vorrei anche istituire, nei limiti delle disponibilita’ dei soci piu’ anziani, la figura del “tutor” da affiancare ai nuovi entrati.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella dirigenza, ho cercato di tenerne conto nella formazione del mio consiglio direttivo. Su tredici consiglieri, sette sono soci di questo club da non oltre tre anni.
Altro tema che mi e’ caro e’ il rapporto tra il Rotary e la comunita’ locale. Mi piace ricordare che il motto scelto per il club al momento della sua fondazione fu “Il Rotary e la Citta’”. Durante la storia del Rotary Mascagni molto e’ stato fatto in questo senso, ma dobbiamo impegnarci a fare ancora di piu’.
Il fondatore del Rotary International, Paul Harris, nel 1914 ebbe a dire che “A prescindere dal valore che il Rotary ha per noi, il mondo lo conoscerà per i suoi risultati” (Whatever Rotary may mean to us, to the world it will be known by the results it achieves). Ecco, nel nostro piccolo, parafrasando Paul Harris, si puo’ certamente dire che a prescindere dal valore che il nostro Club ha per noi, la citta’ lo conoscerà per i suoi risultati. Da qui la grande importanza dei progetti di service per la nostra comunita’ locale. Solo facendo toccare con mano ai nostri concittadini quello che facciamo concretamente riusciremo a scrollarci di dosso quei luoghi comuni che tuttora nella nostra citta’ (e in Italia in generale) vengono associati al Rotary.
Ma le cose non basta farle, bisogna anche farle conoscere. Da qui l’importanza di una efficiente comunicazione. Anche questo e’ un aspetto sul quale dobbiamo impegnarci su tutti i fronti: website, pagina Facebook, stampa locale su carta e on-line. Ovviamente la Commissione Comunicazione e’ in prima linea, ma la collaborazione di tutti i soci e’ fondamentale per ottenere un buon risultato. Dobbiamo riuscire a trasmettere all’esterno del nostro club l’entusiasmo, la dedizione, l’impegno che mettiamo nel cercare di portare cambiamenti positivi nella comunita’. “Serve above self”, servire al di sopra dell’interesse personale, e’ il motto del Rotary. Mettiamolo in pratica e facciamolo conoscere a tutti. Questo servira’ anche ad attirare verso la nostra associazione nuovi soci, e quindi ad instaurare un circolo virtuoso nella direzione delle priorita’ indicate dal nostro Presidente internazionale (ricordate? Far crescere i club, attirare i giovani…)
I giovani. Ecco che ritorna questo tema, che e’ sempre piu’ in primo piano e che condivido integralmente. L’attenzione verso i giovani si manifesta anche cercando di favorire la conoscenza reciproca tra giovani di diverse nazionalita’. Conoscersi vuol dire capirsi. Capirsi vuol dire contribuire ad eliminare alla radice potenziali conflitti basati su pregiudizi. Con l’aiuto del nostro Youth Exchange Officer, Nicola Minervini, cercheremo di organizzare degli scambi giovani tra noi e se possibile con gli Stati Uniti, magari sfruttando le amicizie che mi sono rimaste da quel lato dello stagno.
Ma tutto questo, care amiche e cari amici, si puo’ cercare di farlo solo tramite un coeso gioco di squadra. Per questo sara’ fondamentale il lavoro che riusciremo a fare tutti insieme, e in prima istanza dai consiglieri che hanno accettato di far parte della mia squadra.

Per finire, vorrei richiamare l’attenzione di tutti su quel cartello che vedete li’. E’ il test delle quattro domande, the 4-way test. Negli Stati Uniti e’ sempre presente in tutte le riunioni di qualsiasi Rotary Club. In Italia, stranamente, l’ho visto solo in rare occasioni. Ecco, nell’annata che stiamo cominciando lo vedrete a tutte le nostre riunioni. Perche’ essere Rotariani non significa solo mettere lo spillo all’occhiello, ma lo si dimostra in quello che pensiamo, diciamo e facciamo tutti i giorni. Il test delle quattro domande e’ la sintesi di quello che deve essere il nostro codice morale nelle relazioni personali e professionali. Quindi, sintetizzando, non dimentichiamoci mai di essere, SINCERI, GIUSTI, AMICHEVOLI e di BENEFICIO per tutti, SEMPRE!
Viva il Rotary, viva il Rotary Mascagni!

Giovanni Opimitti